SPID per minorenni: come richiederlo e quando serve nel 2026

SPID per minorenni: come richiederlo e quando serve nel 2026

Guida aggiornata al 2026 — verificata sulle Linee guida operative AGID e sul portale ufficiale spid.gov.it.

Tuo figlio deve accedere al registro elettronico della scuola, a un servizio della Pubblica Amministrazione o a un portale che richiede l’identità digitale? Anche i minorenni possono avere lo SPID, ma la richiesta non funziona come quella per gli adulti: deve partire dal genitore (o da chi esercita la responsabilità genitoriale) e segue regole precise stabilite dall’AGID, l’Agenzia per l’Italia Digitale.

In questa guida spieghiamo in modo semplice chi può richiedere lo SPID per un minorenne, da quale età, con quali documenti, come funziona la procedura passo per passo e cosa devono controllare in particolare le famiglie straniere che vivono in Italia.

Cos’è lo SPID in poche parole

Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è l’identità digitale che permette di accedere con un unico nome utente e una password ai servizi online della Pubblica Amministrazione italiana (INPS, Agenzia delle Entrate, Comuni, scuole, sanità) e di alcuni privati aderenti.

Lo SPID viene rilasciato dai gestori di identità digitale (chiamati anche Identity Provider o IdP): aziende autorizzate e vigilate da AGID, come ad esempio Poste Italiane (PosteID), InfoCert, Aruba, Sielte, Lepida e altri.

Quando si parla di SPID di livello 2 si intende semplicemente un accesso più sicuro: oltre a nome utente e password serve un secondo codice temporaneo (OTP), che arriva tramite app o SMS. È il livello richiesto dalla maggior parte dei servizi pubblici, e anche dalle procedure per lo SPID dei minorenni.

I minorenni possono avere lo SPID?

Sì, ma con regole diverse rispetto agli adulti. Un minorenne non può richiedere lo SPID da solo: la richiesta deve essere fatta da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale (ad esempio un tutore nominato dal giudice).

Secondo le Linee guida operative AGID attualmente in vigore, lo SPID può essere rilasciato ai minori a partire dai 5 anni, ma con una distinzione importante in base all’età:

  • Minori di 14 anni (dai 5 ai 13 anni): secondo le linee guida AGID, lo SPID è previsto solo per i servizi online offerti dalle scuole (ad esempio il registro elettronico). Le scuole devono comunque garantire l’accesso a questi servizi anche senza SPID, con le modalità già in uso.
  • Dai 14 ai 17 anni: il minore può usare lo SPID per tutti i servizi online a lui dedicati, quando il fornitore del servizio ha abilitato l’accesso per i minorenni. In alcuni casi serve l’autorizzazione del genitore, che arriva tramite una notifica (lo spieghiamo più avanti).

⚠️ Attenzione: avere lo SPID minorenni non significa poter accedere a tutti i servizi online. Ogni fornitore di servizi (scuola, ente pubblico, azienda) decide se abilitare o meno l’accesso ai minorenni e per quali fasce di età. Se un servizio non è configurato per i minori, lo SPID del ragazzo non funzionerà su quel portale, anche se è perfettamente attivo.

Chi può richiedere lo SPID per un minorenne

La richiesta può essere presentata da:

  • un genitore che esercita la responsabilità genitoriale (biologico o adottivo);
  • un tutore legale nominato dall’autorità giudiziaria;
  • in alcuni casi specifici, un affidatario, secondo le regole del gestore scelto.

Un punto molto importante: se ci sono due genitori, il genitore che presenta la richiesta deve dichiarare di essere autorizzato anche dall’altro genitore (o di essere l’unico esercente la responsabilità genitoriale) e allegare la documentazione richiesta, come la copia del documento d’identità dell’altro genitore. In caso di genitore unico, tutela o affidamento, servono i documenti che lo dimostrano (ad esempio il provvedimento del giudice tutelare).

ℹ️ Regola fondamentale: in genere la richiesta va fatta tramite il gestore presso cui il genitore ha già il proprio SPID attivo di livello 2. Se il genitore non ha ancora uno SPID, deve prima attivare il proprio. Verifica sul sito ufficiale del tuo gestore le modalità previste per il servizio dedicato ai minori.

Cosa serve al genitore prima di iniziare

  • Il proprio SPID attivo di livello 2 (password + codice OTP tramite app o SMS);
  • verificare che il proprio gestore offra il servizio SPID per minorenni: non tutti i gestori accreditati lo hanno attivato;
  • il proprio documento d’identità e codice fiscale;
  • la documentazione relativa all’altro genitore (documento d’identità e autorizzazione) oppure la prova di essere l’unico esercente la responsabilità genitoriale;
  • i dati e i documenti del minore (vedi sotto).

Quali documenti servono per il minore

In fase di richiesta e identificazione, per il minore vengono richiesti in genere:

  • nome, cognome, sesso, data e luogo di nascita;
  • codice fiscale (o tessera sanitaria);
  • un documento di riconoscimento italiano in corso di validità, se richiesto dal gestore; per molti minorenni stranieri residenti il documento più comune è la carta d’identità italiana rilasciata dal Comune;
  • un indirizzo email del minore (diverso da quello del genitore);
  • il numero di cellulare del minore è invece facoltativo: le modalità di contatto e di secondo fattore possono variare in base al gestore; controlla sempre le istruzioni ufficiali prima di iniziare.

I documenti esatti e la modalità di riconoscimento (di persona, via webcam, con app) possono variare da gestore a gestore: controlla sempre le istruzioni sul sito ufficiale del tuo Identity Provider prima di iniziare.

Famiglie straniere: cosa controllare prima di fare domanda

Per le famiglie straniere che vivono in Italia ci sono alcuni punti da verificare con attenzione:

⚠️ Il permesso di soggiorno non basta. Come indicato dal portale ufficiale spid.gov.it, non è possibile richiedere lo SPID usando il permesso di soggiorno. Serve un documento di riconoscimento italiano in corso di validità: con il permesso di soggiorno si può però richiedere la carta d’identità italiana al Comune di residenza, che è il documento normalmente usato per attivare lo SPID. In ogni caso, i documenti effettivamente accettati vanno sempre verificati con il gestore di identità digitale scelto, perché le modalità possono variare.

In pratica, prima di richiedere lo SPID per tuo figlio, verifica che:

  • il minore abbia un documento di riconoscimento italiano valido (per molti minorenni stranieri residenti è la carta d’identità italiana, che si richiede al Comune di residenza);
  • il minore abbia il codice fiscale e possibilmente la tessera sanitaria;
  • anche il genitore richiedente abbia documento italiano valido, codice fiscale e SPID personale attivo;
  • i nomi e cognomi siano scritti allo stesso modo su tutti i documenti (documento, codice fiscale, anagrafe): piccole differenze di trascrizione sono una causa frequente di blocco della procedura per le famiglie straniere. In caso di discrepanze, conviene sistemare prima i dati all’anagrafe del Comune o all’Agenzia delle Entrate;
  • quali documenti accetta esattamente il gestore scelto: prima di iniziare, controlla la pagina ufficiale dell’Identity Provider dedicata allo SPID per minorenni.

Se il documento del minore non riporta il nome del genitore, il gestore può chiedere documenti aggiuntivi che dimostrino il rapporto, come lo stato di famiglia o un certificato equivalente. Le famiglie con situazioni particolari (tutela, affidamento, un solo genitore in Italia) devono verificare con il gestore quali documenti sono accettati.

Come scegliere il gestore di identità digitale

Tutti gli SPID hanno la stessa validità legale, ma i gestori si differenziano per:

  • disponibilità del servizio per minorenni: è il primo controllo da fare, perché non tutti i gestori lo offrono;
  • modalità di riconoscimento (di persona, via webcam, con CIE o firma digitale);
  • costi: i costi possono riguardare soprattutto alcune modalità di riconoscimento o servizi aggiuntivi del gestore. Le condizioni possono cambiare nel tempo: prima di iniziare, verifica sempre la pagina ufficiale del tuo Identity Provider.

Ricorda inoltre che, come visto sopra, in genere lo SPID del minore va richiesto tramite il gestore presso cui il genitore ha già il proprio SPID attivo di livello 2. Se il tuo gestore non offre lo SPID per minorenni, una possibile soluzione è attivare un proprio SPID anche presso un gestore che lo offre, e da lì richiedere quello del figlio.

L’elenco ufficiale e aggiornato dei gestori si trova sul portale spid.gov.it, nella pagina “Come scegliere tra i gestori di identità digitale” (link nelle fonti in fondo all’articolo).

Come richiedere lo SPID per un minorenne: procedura passo per passo

La procedura definita dalle Linee guida AGID si svolge in genere così (i dettagli pratici possono variare leggermente da gestore a gestore):

  • 1. Il genitore accede con il proprio SPID di livello 2 al servizio “SPID minori” sul sito o sull’app del proprio gestore.
  • 2. Inserisce i dati del minore: nome, cognome, codice fiscale e data di nascita.
  • 3. Dichiara la propria responsabilità genitoriale e carica la documentazione richiesta (compresa l’autorizzazione dell’altro genitore, se presente).
  • 4. Accetta di ricevere le notifiche del gestore per autorizzare in futuro gli accessi del figlio ai servizi.
  • 5. Il gestore genera un codice di verifica e lo comunica al genitore.
  • 6. Il genitore consegna il codice al figlio (di persona, non tramite i canali del gestore).
  • 7. Il minore inserisce il codice di verifica nel servizio del gestore e viene identificato con la modalità prevista (documento, riconoscimento via webcam o di persona). Se il minore ha meno di 14 anni e il riconoscimento avviene “de visu” (in presenza o in video), deve essere affiancato dal genitore.
  • 8. Il gestore rilascia lo SPID al minore e invia una notifica di conferma al genitore.

✅ Buono a sapersi: il genitore mantiene sempre un pannello di controllo, accessibile con il proprio SPID, da cui può vedere le identità dei figli collegate, sospendere o revocare lo SPID del minore e gestire le autorizzazioni di accesso ai servizi. Il gestore, però, non mostra al genitore tutti i dettagli di utilizzo: la riservatezza del ragazzo è tutelata.

Come funziona quando il minore accede a un servizio online

Quando il ragazzo prova ad accedere a un servizio con il suo SPID, possono succedere due cose:

Caso 1 — Accesso diretto, senza autorizzazione del genitore

Per i servizi scolastici e per i servizi di prevenzione o consulenza rivolti direttamente al minore, l’accesso avviene senza chiedere nulla al genitore: il gestore verifica solo che l’età del ragazzo sia compatibile con quella richiesta dal servizio.

Caso 2 — Accesso con autorizzazione del genitore

Per gli altri servizi rivolti ai ragazzi dai 14 anni in su, quando il fornitore lo prevede, il percorso è questo:

  • il minore chiede l’accesso e conferma di voler richiedere l’autorizzazione al genitore;
  • il genitore riceve una notifica (ad esempio push sull’app del gestore) con il nome del figlio, il servizio richiesto, data e ora;
  • il genitore può autorizzare entro 24 ore; senza autorizzazione, l’accesso viene negato;
  • se il genitore ha già autorizzato quel servizio in precedenza, l’accesso successivo avviene senza una nuova richiesta (il genitore può anche impostare una durata dell’autorizzazione e può revocarla in ogni momento).

A cosa può servire lo SPID di un minorenne

  • Servizi scolastici online: registro elettronico, piattaforme e servizi digitali della scuola (dove la scuola ha abilitato l’accesso con SPID);
  • servizi della Pubblica Amministrazione dedicati ai ragazzi dai 14 anni in su, quando l’ente li ha abilitati per i minorenni (ad esempio alcuni portali pubblici, bonus o iniziative rivolte ai giovani);
  • servizi sanitari o di enti pubblici, solo dove l’accesso per i minori è stato effettivamente attivato dal fornitore del servizio.

Importante: l’elenco reale dei servizi accessibili dipende sempre da come ciascun ente ha configurato il proprio portale. Non esiste una lista unica nazionale valida per tutti i minorenni.

Problemi frequenti e cosa fare

Il servizio non accetta lo SPID del minore

Se il ragazzo riceve un messaggio del tipo “non sei autorizzato” o “non hai l’età richiesta”, di solito significa che quel servizio non è abilitato per i minorenni o non per quella fascia d’età. In questo caso non è un problema dello SPID: conviene contattare direttamente l’ente che gestisce il servizio (ad esempio la segreteria della scuola) e chiedere le modalità alternative di accesso, che devono essere garantite almeno per i servizi scolastici.

Il genitore non riesce a completare la richiesta

  • Verifica di avere uno SPID di livello 2 attivo e funzionante (prova ad accedere a un servizio pubblico qualsiasi);
  • controlla che il tuo gestore offra davvero lo SPID per minorenni;
  • controlla che i dati anagrafici e il codice fiscale del minore coincidano esattamente con i documenti;
  • se il problema riguarda i documenti (ad esempio famiglia straniera con documenti in fase di rinnovo, tutela, affidamento), contatta l’assistenza del gestore, che è il primo interlocutore per i problemi di attivazione;
  • per dubbi su documenti anagrafici e carta d’identità del minore, rivolgiti all’ufficio anagrafe del Comune; per un aiuto pratico nella procedura puoi rivolgerti anche a un patronato o CAF;
  • per situazioni familiari complesse (separazioni con disaccordo tra genitori, tutele, affidi particolari) può essere necessario il supporto di un professionista qualificato.

Cosa succede quando il ragazzo compie 18 anni

Al compimento della maggiore età, per regola AGID il gestore deve:

  • rimuovere tutte le limitazioni legate alla minore età;
  • eliminare il collegamento con l’identità digitale del genitore, che non vede più nulla;
  • inviare un messaggio al neo maggiorenne con un servizio per dichiarare se vuole mantenere o revocare il proprio SPID.

⚠️ Passaggio spesso ignorato: finché il neo maggiorenne non conferma esplicitamente di voler mantenere la propria identità digitale, lo SPID resta bloccato e non può essere usato. Inoltre, se lo SPID non viene utilizzato per due anni, viene revocato automaticamente. Se tuo figlio ha appena compiuto 18 anni e lo SPID “non funziona più”, il primo controllo da fare è proprio questo.

Checklist prima di iniziare

✅ Checklist SPID minorenni

  • ☐ Il genitore ha uno SPID personale attivo di livello 2
  • ☐ Il gestore del genitore offre il servizio SPID per minorenni
  • ☐ Il minore ha un documento di riconoscimento valido richiesto dal gestore (per molti minorenni stranieri residenti è la carta d’identità italiana)
  • ☐ Il minore ha il codice fiscale / tessera sanitaria
  • ☐ Il minore ha un indirizzo email personale (non quello del genitore)
  • ☐ È disponibile il documento e l’autorizzazione dell’altro genitore (oppure la prova di essere l’unico esercente la responsabilità genitoriale)
  • ☐ I dati anagrafici coincidono su tutti i documenti
  • ☐ Sono state verificate le condizioni del gestore per attivazione e riconoscimento sulla sua pagina ufficiale

Errori da evitare

  • Provare a richiedere lo SPID a nome del figlio come se fosse un adulto: la procedura per i maggiorenni non è utilizzabile per i minori e la richiesta verrebbe respinta.
  • Rivolgersi a un gestore qualsiasi senza verificare: in genere lo SPID del minore si richiede tramite il gestore dove il genitore ha già la propria identità digitale; controlla sempre le modalità sul sito del gestore.
  • Usare l’email del genitore per il minore: serve un indirizzo email dedicato al ragazzo.
  • Pensare che lo SPID minorenni apra tutti i servizi online: l’accesso dipende dall’età e da come ogni ente ha configurato il proprio servizio.
  • Dimenticare l’altro genitore: senza la documentazione dell’altro esercente la responsabilità genitoriale (o la prova di esserne l’unico), la pratica si blocca.
  • Non verificare le condizioni del gestore: modalità di riconoscimento, documenti accettati ed eventuali costi di servizi aggiuntivi possono variare e cambiare nel tempo; vanno controllati sulla pagina ufficiale dell’Identity Provider al momento dell’attivazione.

Domande frequenti sullo SPID per minorenni

Da che età si può fare lo SPID a un minorenne?

Secondo le Linee guida AGID, lo SPID può essere rilasciato ai minori a partire dai 5 anni. Fino ai 13 anni l’uso previsto è limitato ai servizi scolastici online; dai 14 anni il ragazzo può accedere ai servizi a lui dedicati, dove abilitati dal fornitore.

Un minorenne può richiedere lo SPID da solo?

No. La richiesta deve essere presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale (ad esempio un tutore), tramite il proprio gestore di identità digitale.

Serve il consenso di entrambi i genitori?

Il genitore che presenta la richiesta deve dichiarare di essere autorizzato dall’altro genitore, allegando la documentazione richiesta (in genere copia del documento d’identità), oppure dimostrare di essere l’unico esercente la responsabilità genitoriale. Le modalità pratiche possono variare da gestore a gestore.

Lo SPID per minorenni è gratuito?

L’accesso ai servizi online con SPID è normalmente gratuito per i cittadini. I costi possono riguardare soprattutto alcune modalità di riconoscimento o servizi aggiuntivi del gestore. Le condizioni possono cambiare nel tempo: prima di iniziare, verifica sempre la pagina ufficiale del tuo Identity Provider.

Mio figlio è straniero: può avere lo SPID?

Sì, se ha i documenti richiesti: in genere serve un documento di riconoscimento italiano in corso di validità (per molti minorenni stranieri residenti è la carta d’identità italiana, che si richiede al Comune di residenza) e il codice fiscale. Il permesso di soggiorno da solo non è sufficiente per attivare lo SPID. I documenti effettivamente accettati vanno sempre verificati con il gestore scelto.

Il genitore può controllare cosa fa il figlio con lo SPID?

Il genitore può gestire l’identità del minore (sospenderla o revocarla) e autorizzare o negare gli accessi ai servizi quando è prevista l’autorizzazione. Non ha però accesso a tutti i dettagli di utilizzo: le regole AGID tutelano anche la riservatezza del ragazzo, in particolare per i servizi di prevenzione e consulenza a lui rivolti.

Cosa succede allo SPID quando il minore diventa maggiorenne?

Il gestore rimuove i limiti legati all’età, elimina il collegamento con il genitore e chiede al neo maggiorenne di confermare se vuole mantenere l’identità digitale. Finché non conferma, lo SPID non è utilizzabile; dopo due anni di inutilizzo viene revocato automaticamente.

Il servizio online rifiuta lo SPID di mio figlio: perché?

Quasi sempre significa che quel servizio non è abilitato per i minorenni o non per la fascia d’età del ragazzo. Conviene contattare l’ente che gestisce il servizio e chiedere le modalità di accesso alternative.

Fonti ufficiali utili

Nota informativa: questo articolo ha scopo puramente informativo e riflette le regole generali in vigore alla data di aggiornamento. Le procedure, i documenti accettati e le condizioni possono variare da gestore a gestore e cambiare nel tempo. Per la tua situazione specifica verifica sempre le informazioni sul sito del gestore scelto e sulle fonti ufficiali, oppure rivolgiti a un patronato, un CAF o un professionista qualificato.

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