Hai prenotato una visita specialistica o un esame e ti chiedi se devi davvero pagare il ticket? È una domanda concreta per molte famiglie residenti in Italia.
In diversi casi il Servizio Sanitario Nazionale prevede un’esenzione, cioè il diritto a non pagare, in tutto o in parte, la quota prevista. Ma l’esenzione non funziona allo stesso modo per tutti: cambia secondo la categoria, le prestazioni interessate e, per molti aspetti pratici, la Regione.
Capire a quale categoria potresti appartenere, quali requisiti controllare e come verificare che l’esenzione sia stata riconosciuta ti aiuta a evitare errori e spese non necessarie.
Risposta breve:
Puoi avere diritto all’esenzione dal ticket se rientri nelle condizioni previste per reddito, patologia cronica o rara, invalidità, gravidanza oppure in specifici programmi di prevenzione. Per sapere se l’esenzione è applicabile devi controllare i requisiti, il riconoscimento, le prestazioni coperte e l’eventuale scadenza; le procedure operative possono variare tra Regioni.
In breve:
- Un’esenzione non rende automaticamente gratuita qualsiasi prestazione sanitaria.
- Per il reddito bisogna verificare il codice applicabile e il nucleo familiare fiscale, non guardare soltanto l’ISEE.
- Prima di prenotare o pagare, controlla il riconoscimento dell’esenzione e l’eventuale codice riportato sulla prescrizione.
Che cos’è il ticket e che cosa comporta un’esenzione
Il ticket è la quota con cui l’assistito partecipa al costo di alcune prestazioni sanitarie, come visite ed esami specialistici.
Un’esenzione permette, quando sono presenti le condizioni previste, di non pagare questa quota o di pagarla solo in parte.
La copertura, però, non è uguale per tutte le esenzioni:
- alcune categorie di invalidità possono dare accesso a tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale appropriate;
- le esenzioni per patologia cronica riguardano determinate prestazioni collegate alla malattia e al suo monitoraggio;
- per gravidanza e prevenzione sono gratuite soltanto le prestazioni e i percorsi previsti dalle relative regole.
Avere un’esenzione, quindi, non rende automaticamente gratuita qualsiasi prestazione sanitaria.
Tre cose da non confondere
Per orientarti è utile distinguere tre passaggi:
- i requisiti: appartengo a una delle categorie previste?
- il riconoscimento: l’esenzione è stata registrata correttamente?
- la procedura: quali documenti devo presentare e devo controllare una scadenza o un rinnovo?
Nota importante:
Questi passaggi cambiano secondo il tipo di esenzione e, per gli aspetti operativi, possono cambiare anche da una Regione all’altra.
Le principali categorie di esenzione
Esenzione per reddito
Le esenzioni nazionali per reddito riguardano particolari condizioni economiche associate all’età o alla situazione sociale. Le principali categorie sono identificate dai codici E01, E02, E03 ed E04.
Per esempio, il codice E01 riguarda:
- i bambini con meno di 6 anni;
- le persone con più di 65 anni;
quando appartengono a un nucleo familiare con reddito complessivo inferiore a 36.151,98 euro.
Per verificare il requisito non basta guardare genericamente l’ISEE. Bisogna controllare la categoria prevista dal singolo codice e il reddito del nucleo familiare fiscale secondo le regole applicabili.
Alcune esenzioni possono essere attribuite sulla base degli elenchi disponibili. Chi non risulta negli elenchi ma ritiene di avere i requisiti può dover presentare un’autocertificazione attraverso il Sistema Tessera Sanitaria, la ASL o gli altri canali indicati dalla propria Regione.
Esenzione per patologia cronica
Il DPCM 12 gennaio 2017 individua 64 malattie o condizioni croniche e invalidanti che possono dare diritto all’esenzione per determinate prestazioni.
In genere, l’esenzione riguarda le prestazioni appropriate per:
- il monitoraggio della malattia;
- la prevenzione delle complicanze;
- gli eventuali approfondimenti previsti per quella condizione.
La diagnosi non può essere autocertificata. L’esenzione deve essere richiesta alla ASL di residenza presentando una certificazione rilasciata da una struttura sanitaria abilitata.
Esenzione per malattia rara
Le malattie rare che danno diritto all’esenzione sono indicate nell’allegato 7 del DPCM 12 gennaio 2017.
Per ottenere il riconoscimento bisogna presentare alla ASL di residenza una certificazione diagnostica rilasciata da un Centro di riferimento individuato dalle Regioni.
Il Centro può trovarsi anche fuori dalla propria Regione. Una certificazione rilasciata da un Centro appartenente alla rete nazionale può essere utilizzata per chiedere l’esenzione alla propria ASL.
Esenzione per invalidità
Questa esenzione richiede un riconoscimento o una certificazione ufficiale dello stato di invalidità.
La ASL di residenza rilascia l’attestato di esenzione sulla base della documentazione che prova tale stato.
Il percorso per ottenere il riconoscimento dell’invalidità può coinvolgere ASL, INPS, INAIL o altri organi competenti, secondo il tipo di invalidità e il territorio. Nel 2026, inoltre, il procedimento relativo all’invalidità civile non è ancora uniforme in tutte le province.
Anche la copertura varia:
- alcune categorie hanno diritto a tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale appropriate;
- altre soltanto alle prestazioni collegate alla condizione invalidante.
Esenzione per gravidanza
La disciplina corrente è contenuta nell’articolo 59 e nell’allegato 10, sezioni A, B e C, del DPCM 12 gennaio 2017.
Il precedente decreto ministeriale del 10 settembre 1998 è stato abrogato dall’articolo 59 dello stesso DPCM.
Sono gratuite le prestazioni previste per:
- la fase preconcezionale;
- la gravidanza fisiologica;
- particolari condizioni di rischio per la madre o per il feto;
- la diagnosi prenatale nei casi previsti;
- la tutela della maternità.
Sulla prescrizione deve essere riportato il codice applicabile. Per esempio, nei casi previsti viene utilizzata la lettera “M” seguita dalla settimana di gravidanza.
I codici e alcune modalità operative possono subire variazioni regionali.
Prestazioni gratuite nei programmi di prevenzione
In questo caso non si tratta necessariamente di un’esenzione personale registrata in modo permanente.
Non è previsto il ticket per gli esami e le prestazioni compresi in programmi organizzati di diagnosi precoce e prevenzione collettiva formalmente promossi o autorizzati dalla Regione.
Tra gli esempi rientrano:
- lo screening mammografico;
- lo screening della cervice uterina;
- la ricerca del sangue occulto nelle feci per la prevenzione del tumore del colon-retto.
Età dei destinatari, periodicità, inviti, eventuali approfondimenti e modalità di accesso dipendono dal programma regionale.
Come verificare se l’esenzione è attiva
Per le esenzioni personali, avere i requisiti non significa sempre che la posizione sia già registrata correttamente.
Il primo passo è controllare quali servizi offre la propria Regione. Il portale nazionale del Fascicolo Sanitario Elettronico indirizza ogni assistito al FSE della Regione o Provincia autonoma competente.
Non tutte le Regioni, però, mostrano o gestiscono le esenzioni nello stesso modo. Bisogna quindi verificare se il proprio FSE o portale sanitario regionale consente di consultarle. Quando questa funzione non è disponibile, occorre rivolgersi alla ASL o agli sportelli indicati dalla Regione.
Per le esenzioni da reddito, il servizio per i cittadini del Sistema Tessera Sanitaria permette di:
- visualizzare le esenzioni da reddito attive;
- inserire, quando previsto, un’autocertificazione per richiedere l’esenzione.
Se il servizio non mostra correttamente la posizione oppure serve valutare una certificazione sanitaria, bisogna contattare la ASL competente.
Controlla anche la prescrizione
Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale prescritte tramite il SSN, il medico deve indicare sulla ricetta l’eventuale codice di esenzione del paziente.
Prima di prenotare, controlla quindi che il codice o la condizione applicabile siano riportati correttamente.
Se manca qualcosa o il dato sembra errato, chiedi al medico prescrittore, alla ASL o al servizio sanitario regionale come correggere la situazione prima di prenotare o pagare.
Questa verifica non funziona nello stesso modo per i programmi organizzati di screening, che possono essere gestiti attraverso inviti e percorsi regionali specifici.
Attenzione:
Avere i requisiti non basta se l’esenzione non è stata riconosciuta o se il codice necessario non risulta correttamente sulla prescrizione. Controlla la posizione prima di prenotare o pagare.
Validità, scadenza e rinnovo
Durata e rinnovo cambiano secondo la categoria.
Per le patologie croniche, la validità dell’attestato può dipendere dal tipo di malattia e dalla possibilità di miglioramento della condizione.
Per le esenzioni da reddito, alcune posizioni possono essere attribuite o aggiornate sulla base degli elenchi disponibili. Autocertificazione, scadenza e rinnovo devono comunque essere controllati attraverso il Sistema Tessera Sanitaria, la ASL o i canali regionali.
Per l’invalidità è necessario controllare la documentazione e l’eventuale presenza di revisioni. Per gravidanza e prevenzione, invece, la gratuità è collegata alla fase, alla prestazione o al programma previsto.
Checklist prima di prenotare o pagare
Cosa fare:
- Individua la categoria. Controlla se il tuo caso riguarda reddito, patologia cronica, malattia rara, invalidità, gravidanza o un programma di prevenzione.
- Verifica i requisiti e i documenti. Potrebbero servire una certificazione sanitaria, una diagnosi di un Centro di riferimento, la documentazione dell’invalidità o un’autocertificazione reddituale.
- Controlla il riconoscimento. Verifica se il FSE o il portale della tua Regione permette di consultare l’esenzione. Per il reddito controlla anche il Sistema Tessera Sanitaria. Se il servizio non è disponibile, rivolgiti alla ASL.
- Controlla la ricetta o l’invito. Per le prestazioni prescritte verifica l’eventuale codice di esenzione sulla ricetta. Per gli screening segui invece le indicazioni contenute nell’invito o nel programma regionale.
- Controlla scadenza e rinnovo. Verifica se l’attestato ha una durata, se sono previste revisioni o se devi aggiornare la posizione o presentare nuova documentazione.
- Chiedi conferma prima di pagare. Se qualcosa non è chiaro, contatta la ASL, il medico prescrittore o il portale sanitario della Regione competente.
Riferimenti normativi: DPCM 12 gennaio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017, Supplemento ordinario n. 15; in particolare articoli 52, 53 e 59 e allegati 7, 8 e 10, secondo gli ambiti richiamati nell’articolo.
Fonti ufficiali
- Ministero della Salute — Ticket ed esenzioni
- Gazzetta Ufficiale — DPCM 12 gennaio 2017
- Ministero della Salute — Esenzioni per malattie croniche
- Ministero della Salute — FAQ sulle esenzioni per malattie croniche
- Ministero della Salute — Esenzioni per malattie rare
- Ministero della Salute — FAQ sulle esenzioni per malattie rare
- Ministero della Salute — Esenzioni per reddito
- Ministero della Salute — FAQ sulle esenzioni per reddito
- ASL Roma 1 — Esenzione ticket per reddito
- Sistema Tessera Sanitaria — Esenzioni da reddito per i cittadini
- Ministero della Salute — Esenzioni per gravidanza
- Ministero della Salute — FAQ sulle esenzioni per invalidità
- INPS — Domanda di invalidità civile e accertamento sanitario
- Fascicolo Sanitario Elettronico — Accedi al Fascicolo
- Ministero della Salute — Assistenza specialistica ambulatoriale
Nota: le funzioni digitali disponibili, i tempi di rinnovo e alcune modalità operative possono cambiare tra Regioni. Verifica sempre le indicazioni della ASL e del portale sanitario regionale competente.